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DR. FABRIZIO CORTI

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Aneurisma dell'aorta: sintomi, diagnosi e trattamento

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DR. FABRIZIO CORTI

CARDIOCHIRURGO

L’aneurisma dell’aorta è una dilatazione patologica della parete aortica, il principale vaso arterioso del corpo. Può interessare diversi tratti dell’aorta e, in molti casi, viene diagnosticato in modo occasionale durante controlli eseguiti per altri motivi.
La maggior parte degli aneurismi non provoca sintomi nelle fasi iniziali. Per questo motivo è importante valutare attentamente dimensioni, sede, velocità di crescita e caratteristiche del paziente, così da definire il corretto programma di monitoraggio o l’eventuale indicazione al trattamento.
La valutazione cardiochirurgica consente di interpretare gli esami, stimare il rischio e programmare il percorso più appropriato, evitando sia interventi non necessari sia ritardi potenzialmente pericolosi. 

 

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Che cos’è l’aneurisma dell’aorta?

L’aorta è il vaso sanguigno più grande del corpo umano: nasce dal cuore e distribuisce il sangue ossigenato a tutto l’organismo attraverso i suoi principali rami.

Quando una parte della parete aortica si indebolisce, può dilatarsi progressivamente formando un aneurisma.
L’aneurisma può interessare l’aorta ascendente, l’arco aortico, l’aorta toracica discendente o l’aorta addominale. Dal punto di vista cardiochirurgico, particolare attenzione viene posta agli aneurismi dell’aorta ascendente e dell’arco aortico, perché sono strettamente collegati al cuore e alla valvola aortica.
Il rischio principale non dipende solo dalla presenza dell’aneurisma, ma dalle sue dimensioni, dalla velocità con cui cresce, dalla sede e dalla presenza di altre condizioni associate, come una valvola aortica bicuspide o una familiarità per patologie aortiche.

 

Aneurisma dell'aorta e valvola aortica

L’aneurisma dell’aorta ascendente può essere associato a una malattia della valvola aortica.
In alcuni pazienti è presente una valvola aortica bicuspide, una condizione congenita in cui la valvola presenta due lembi invece di tre. Questa condizione può favorire sia alterazioni della valvola sia dilatazione dell’aorta ascendente.
In altri casi l’aneurisma può coinvolgere la radice aortica e impedire alla valvola di chiudersi correttamente, causando insufficienza aortica.
Per questo motivo la valutazione dell’aneurisma non riguarda soltanto il diametro dell’aorta, ma anche la morfologia e la funzione della valvola aortica. Quando necessario, il trattamento chirurgico può correggere nello stesso intervento sia la patologia dell’aorta sia quella valvolare.

 

Cause e fattori di rischio dell'aneurisma dell'aorta

L’aneurisma dell’aorta si sviluppa quando la parete dell’aorta perde progressivamente elasticità e resistenza, fino a dilatarsi in modo anomalo. Non esiste una sola causa valida per tutti i pazienti: spesso più fattori contribuiscono nel tempo all’indebolimento della parete aortica.
Tra i principali fattori di rischio vi sono l’ipertensione arteriosa, il fumo di sigaretta, l’età, l’aterosclerosi e la familiarità per aneurismi o dissezioni aortiche.
Un ruolo importante è svolto anche da alcune condizioni congenite o genetiche. La valvola aortica bicuspide, ad esempio, può associarsi a dilatazione dell’aorta ascendente e richiede controlli periodici anche quando la funzione valvolare è ancora conservata. Alcune malattie del tessuto connettivo, come la sindrome di Marfan, la sindrome di Loeys-Dietz o la sindrome di Ehlers-Danlos vascolare, possono aumentare il rischio di sviluppare aneurismi dell’aorta anche in età più giovane. In altri casi l’aneurisma può essere legato a patologie infiammatorie, a precedenti dissezioni aortiche, a traumi o a condizioni più rare.
La presenza di uno o più fattori di rischio non significa necessariamente che sarà necessario un intervento chirurgico, ma indica l’importanza di una valutazione accurata e di un programma di controlli personalizzato.

I sintomi dell'aneurisma dell'aorta

Nella maggior parte dei casi l’aneurisma dell’aorta non provoca sintomi evidenti, soprattutto nelle fasi iniziali. Per questo motivo viene spesso scoperto casualmente durante un ecocardiogramma, una TAC o una risonanza magnetica eseguiti per altri motivi.
Quando l’aneurisma aumenta di dimensioni, i sintomi possono dipendere dalla sede della dilatazione e dai rapporti con le strutture vicine. Alcuni pazienti possono riferire dolore o senso di peso al torace, dolore alla schiena, difficoltà respiratoria, tosse persistente o alterazioni della voce. Questi disturbi non sono specifici e possono essere legati anche ad altre condizioni. Per questo motivo la diagnosi non può basarsi solo sui sintomi, ma richiede una valutazione clinica e strumentale accurata.
È importante distinguere l’aneurisma stabile dalle situazioni acute. La comparsa improvvisa di dolore toracico o dorsale molto intenso, soprattutto se associato a malessere importante, svenimento, difficoltà respiratoria o sintomi neurologici, richiede una valutazione urgente in Pronto Soccorso. 

Dissezione aortica: perchè è importante prevenirla

Una delle complicanze più gravi delle patologie dell’aorta è la dissezione aortica.
La dissezione si verifica quando la parete interna dell’aorta si lacera e il sangue penetra all’interno della parete del vaso, creando un falso lume. È una condizione acuta e potenzialmente pericolosa per la vita, che richiede una valutazione urgente.
Non tutti gli aneurismi evolvono verso una dissezione, ma il rischio aumenta in presenza di dimensioni elevate, crescita rapida, familiarità, valvola aortica bicuspide o malattie del tessuto connettivo.
Il monitoraggio regolare e l’eventuale trattamento chirurgico programmato hanno proprio l’obiettivo di ridurre il rischio di arrivare a una situazione di emergenza.

Come si diagnostica un aneurisma dell'aorta 

La diagnosi di aneurisma dell’aorta si basa sugli esami di imaging, che consentono di misurare con precisione il diametro dell’aorta e di valutare la sede e l’estensione della dilatazione. 
L’ecocardiogramma è spesso il primo esame che permette di evidenziare una dilatazione dell’aorta ascendente, soprattutto quando è associata a patologie della valvola aortica, come la valvola aortica bicuspide o una stenosi/insufficienza valvolare. 
Per una valutazione più completa possono essere necessari esami di secondo livello, come la TAC con mezzo di contrasto o la risonanza magnetica. Questi esami permettono di studiare l’intero decorso dell’aorta, definire con maggiore precisione le dimensioni dell’aneurisma e programmare correttamente il follow-up o l’eventuale trattamento. 
La valutazione cardiochirurgica non si limita alla sola misurazione del diametro. È importante considerare anche la velocità di crescita dell’aneurisma, la presenza di familiarità per patologie aortiche, eventuali malattie del tessuto connettivo, la morfologia della valvola aortica, l’età del paziente e le condizioni cliniche generali. 
Per questo motivo, dopo la diagnosi, il paziente viene spesso inserito in un programma di controlli periodici, con tempi e modalità stabiliti in base al profilo di rischio individuale.

 

 

La visita cardiochirurgica

La visita cardiochirurgica non serve soltanto a confermare la presenza di un aneurisma, ma soprattutto a interpretarne il significato clinico. Durante la valutazione vengono analizzati gli esami disponibili, come ecocardiogramma, TAC o risonanza magnetica, con attenzione alla sede dell’aneurisma, al diametro dell’aorta, alla velocità di crescita nel tempo e all’eventuale coinvolgimento della valvola aortica. Vengono inoltre considerati l’età del paziente, la pressione arteriosa, la familiarità, la presenza di altre patologie cardiovascolari e il rischio individuale.
L’obiettivo è definire se sia indicato un semplice monitoraggio nel tempo oppure se sia necessario programmare un trattamento chirurgico. In molti casi la decisione viene condivisa all’interno di un percorso multidisciplinare, soprattutto quando coesistono patologie valvolari, coronariche o condizioni cliniche complesse.

La sorveglianza attiva

Non tutti gli aneurismi dell’aorta richiedono un intervento chirurgico immediato. In molti casi, soprattutto quando la dilatazione è stabile e al di sotto delle soglie di rischio, la scelta più appropriata è la sorveglianza attiva.
La sorveglianza attiva non significa “aspettare senza fare nulla”, ma seguire l’aneurisma nel tempo con controlli programmati, esami di imaging e attenzione ai fattori di rischio cardiovascolare.
Il programma di controllo viene stabilito in base a diversi elementi: diametro dell’aorta, sede dell’aneurisma, velocità di crescita, presenza di valvola aortica bicuspide, familiarità per patologie aortiche, pressione arteriosa e condizioni generali del paziente.
L’obiettivo del monitoraggio è individuare il momento più sicuro per intervenire, qualora l’aneurisma dovesse aumentare di dimensioni o modificare il proprio profilo di rischio.

Follow-up e ruolo del paziente nella sorveglianza attiva

Il follow-up dell’aneurisma dell’aorta si basa su controlli clinici e strumentali periodici.
Gli esami più utilizzati sono l’ecocardiogramma, la TAC con mezzo di contrasto e la risonanza magnetica. La scelta dell’esame dipende dalla sede dell’aneurisma, dalla qualità delle immagini disponibili e dalla necessità di valutare in modo completo l’intero decorso dell’aorta.
Dopo la prima diagnosi, può essere utile ripetere l’esame a distanza di alcuni mesi per verificare se l’aneurisma è stabile o se tende a crescere. Successivamente, se il quadro rimane stabile, i controlli possono essere programmati con intervalli più ampi, sempre in base al profilo di rischio individuale.
È importante che le misurazioni vengano confrontate nel tempo in modo accurato, possibilmente utilizzando esami comparabili tra loro. Anche piccole differenze tecniche nella misurazione possono infatti influenzare l’interpretazione della crescita dell’aneurisma.

Durante il periodo di sorveglianza attiva, il paziente ha un ruolo importante.
Il controllo della pressione arteriosa è uno degli aspetti fondamentali, perché l’ipertensione può aumentare lo stress sulla parete aortica. È inoltre importante smettere di fumare, seguire le indicazioni del cardiologo o del medico curante e mantenere regolari i controlli programmati. L’attività fisica non va necessariamente evitata, ma deve essere valutata caso per caso. In generale è opportuno discutere con lo specialista quali attività siano consentite e quali invece debbano essere limitate, soprattutto in presenza di aneurismi di dimensioni significative.
La sorveglianza attiva è efficace solo se viene mantenuta nel tempo. Saltare i controlli o rimandare gli esami può rendere più difficile individuare il momento corretto per intervenire.

Quando è necessario l'intervento chirurgico

Una delle domande che i pazienti rivolgono più frequentemente è: "Quando bisogna operare un aneurisma dell'aorta?"
Non esiste una risposta valida per tutti.
La decisione non dipende esclusivamente dal diametro dell'aorta, ma da una valutazione complessiva che tiene conto della sede dell'aneurisma, della velocità di crescita, dell'età del paziente, della presenza di una valvola aortica bicuspide, di eventuali malattie genetiche e del rischio individuale.
In molti casi è possibile eseguire un monitoraggio periodico senza ricorrere immediatamente alla chirurgia.
In altri pazienti, invece, intervenire nel momento corretto rappresenta la strategia più sicura per prevenire complicanze gravi come la dissezione o la rottura dell'aorta. 

L'intervento chirurgico sull'aneurisma dell'aorta

Il trattamento chirurgico dell’aneurisma dell’aorta consiste nella sostituzione del tratto di aorta dilatato con una protesi vascolare sintetica.
La tecnica utilizzata dipende dalla sede dell’aneurisma. Quando è coinvolta l’aorta ascendente, l’intervento può richiedere la sostituzione del tratto dilatato mantenendo la valvola aortica nativa, se questa è funzionante, oppure associando una procedura sulla valvola aortica quando è presente stenosi o insufficienza.
In alcuni casi può essere necessario intervenire anche sulla radice aortica o sull’arco aortico. Si tratta di interventi complessi, che richiedono pianificazione accurata, esperienza chirurgica e lavoro coordinato dell’équipe cardiochirurgica, anestesiologica e perfusionistica.
La scelta della tecnica viene personalizzata in base all’anatomia dell’aorta, alla funzione della valvola aortica, agli esami preoperatori e alle caratteristiche cliniche del paziente.

FAQ sull'aneurisma dell'aorta

L’aneurisma dell’aorta dà sempre sintomi?

No. Nella maggior parte dei casi l’aneurisma dell’aorta non provoca sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali. Spesso viene scoperto durante esami eseguiti per altri motivi.

 

Un aneurisma dell’aorta deve sempre essere operato?

No. Molti aneurismi possono essere monitorati nel tempo con controlli periodici. L’intervento viene considerato quando il rischio legato all’aneurisma supera il rischio della chirurgia.

 

Quali esami servono per controllare un aneurisma?

Gli esami più utilizzati sono ecocardiogramma, TAC con mezzo di contrasto e risonanza magnetica. La scelta dipende dalla sede dell’aneurisma e dal tipo di informazioni necessarie.

 

Cosa significa sorveglianza attiva?

Significa seguire l’aneurisma con controlli programmati, valutando nel tempo dimensioni, crescita e fattori di rischio. Non è un’attesa passiva, ma un monitoraggio strutturato.

 

Quando bisogna rivolgersi urgentemente al Pronto Soccorso?

In caso di dolore toracico o dorsale improvviso e molto intenso, svenimento, difficoltà respiratoria, malessere marcato o sintomi neurologici è necessario rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso.