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Il percorso cardiochirurgico 

La malattia coronarica

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La malattia coronarica è una patologia delle arterie coronarie, i vasi che portano sangue e ossigeno al muscolo cardiaco.
Nella maggior parte dei casi è dovuta all’aterosclerosi, cioè alla formazione progressiva di placche all’interno della parete delle coronarie. Quando queste placche riducono il calibro del vaso, il sangue può arrivare al cuore in quantità insufficiente, soprattutto durante lo sforzo.
La riduzione del flusso sanguigno al muscolo cardiaco può manifestarsi con dolore o senso di oppressione al torace, noto come angina pectoris. Quando invece il flusso si interrompe improvvisamente, può verificarsi un infarto miocardico.
La valutazione della malattia coronarica serve a definire la gravità delle ostruzioni, il rischio individuale e il trattamento più appropriato: terapia medica, angioplastica coronarica o bypass coronarico.

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DR. FABRIZIO CORTI

CARDIOCHIRURGO

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Le arterie coronarie

Le arterie coronarie sono i vasi sanguigni che decorrono sulla superficie del cuore e portano sangue ossigenato al muscolo cardiaco.
Il cuore, per contrarsi e svolgere la propria funzione di pompa, ha bisogno di un apporto continuo di ossigeno. Quando una o più coronarie si restringono, il muscolo cardiaco può ricevere meno sangue di quanto necessario, soprattutto durante attività fisica o stress.
Questo squilibrio tra richiesta di ossigeno e flusso disponibile può provocare ischemia miocardica, cioè una sofferenza del muscolo cardiaco legata a un insufficiente apporto di sangue.

Aterosclerosi coronarica, angina e infarto: le differenze

L’aterosclerosi è un processo progressivo in cui grassi, colesterolo, cellule infiammatorie e calcio si accumulano nella parete delle arterie formando placche.
Quando una placca restringe una coronaria, il flusso di sangue può diventare insufficiente. In questi casi il paziente può avvertire angina pectoris, cioè dolore, peso o costrizione al torace, spesso durante uno sforzo o una situazione di stress.
L’infarto miocardico si verifica invece quando il flusso di sangue in una coronaria si interrompe improvvisamente, spesso per la formazione di un coagulo su una placca aterosclerotica. Se il flusso non viene ripristinato rapidamente, una parte del muscolo cardiaco può andare incontro a un danno permanente.
Angina e infarto sono quindi manifestazioni diverse della malattia coronarica: l’angina è spesso espressione di un flusso ridotto ma ancora presente, mentre l’infarto è legato a una interruzione acuta del flusso.

Cause e fattori di rischio della malattia coronarica

La malattia coronarica è spesso il risultato di un processo lento e progressivo che può iniziare molti anni prima della comparsa dei sintomi.
L’aterosclerosi tende ad aumentare con l’età, ma può essere accelerata dalla presenza di fattori di rischio cardiovascolare.
Tra i principali fattori di rischio vi sono ipertensione arteriosa, fumo di sigaretta, colesterolo elevato, diabete, obesità, sedentarietà, familiarità per malattie cardiovascolari precoci e stress cronico.
Il rischio cardiovascolare non dipende quasi mai da un singolo elemento, ma dalla combinazione di più fattori. Per questo motivo la prevenzione e il trattamento della malattia coronarica richiedono un approccio globale, che includa stile di vita, controllo dei fattori di rischio e terapia farmacologica quando indicata.

 

Sintomi della malattia coronarica

La malattia coronarica può rimanere a lungo senza sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali o quando le ostruzioni progrediscono lentamente.
Quando il flusso di sangue al cuore diventa insufficiente, possono comparire sintomi variabili da persona a persona.
Il sintomo più tipico è l’angina pectoris, descritta spesso come dolore, peso, bruciore o senso di costrizione al torace. Il dolore può irradiarsi al braccio sinistro, al collo, alla mandibola, alla schiena o allo stomaco.
Altri sintomi possibili sono affanno durante lo sforzo, ridotta tolleranza all’attività fisica, stanchezza marcata, palpitazioni, sudorazione, nausea o senso di malessere generale.
In alcuni pazienti, soprattutto diabetici, anziani o donne, la malattia coronarica può manifestarsi con sintomi meno tipici, come dispnea, astenia o dolore non chiaramente toracico.
La comparsa improvvisa di dolore toracico intenso, soprattutto se associato a sudorazione, mancanza di respiro, nausea, svenimento o malessere importante, richiede una valutazione urgente in Pronto Soccorso.

Diagnosi della malattia coronarica

La diagnosi della malattia coronarica si basa sulla valutazione clinica, sui sintomi riferiti dal paziente e su esami strumentali mirati.
Durante la visita vengono raccolte informazioni sui disturbi, sui fattori di rischio cardiovascolare, sulla storia familiare e su eventuali precedenti cardiologici.
L’elettrocardiogramma può mostrare segni di ischemia, alterazioni del ritmo o esiti di precedenti eventi cardiaci, ma può anche risultare normale in alcuni pazienti con malattia coronarica.
Per questo motivo, quando il sospetto clinico lo richiede, possono essere necessari ulteriori accertamenti per valutare se il muscolo cardiaco riceve un adeguato apporto di sangue e se sono presenti restringimenti significativi delle coronarie.
La diagnosi non serve soltanto a confermare la presenza della malattia coronarica, ma anche a definirne gravità, estensione e possibile trattamento.

Quali esami possono essere necessari?

Gli esami utilizzati per valutare la malattia coronarica dipendono dal quadro clinico del paziente e dal livello di sospetto diagnostico.
Tra gli esami non invasivi possono essere utilizzati il test da sforzo, l’ecocardiogramma da stress, la scintigrafia miocardica, la risonanza magnetica cardiaca da stress o la TAC coronarica.
La TAC coronarica può essere utile in pazienti selezionati per valutare l’anatomia delle coronarie e la presenza di placche aterosclerotiche.
La coronarografia è l’esame invasivo che permette di visualizzare direttamente le arterie coronarie e identificare sede, numero e gravità delle stenosi. In alcuni casi consente anche di eseguire nello stesso tempo un trattamento mediante angioplastica e impianto di stent.
La scelta degli esami deve essere personalizzata e dipende dai sintomi, dal rischio cardiovascolare, dagli esami già disponibili e dalle condizioni generali del paziente.

 

La terapia medica

Non tutti i pazienti con malattia coronarica richiedono immediatamente un trattamento invasivo.
In molti casi, soprattutto nelle forme stabili, la terapia medica rappresenta una parte fondamentale del trattamento. L’obiettivo è ridurre i sintomi, controllare i fattori di rischio e diminuire il rischio di eventi cardiovascolari futuri.
La terapia può includere farmaci antiaggreganti, statine, farmaci per il controllo della pressione arteriosa, farmaci antianginosi e trattamenti specifici in base alle condizioni del paziente.
Accanto ai farmaci, sono fondamentali la sospensione del fumo, il controllo del colesterolo e del diabete, la gestione della pressione arteriosa, l’attività fisica adeguata e un’alimentazione corretta.
La terapia medica non deve essere interpretata come una scelta “minore”: in molti pazienti rappresenta il pilastro del trattamento e può essere associata, quando necessario, a procedure di rivascolarizzazione.

 

Angioplastica o bypass coronarico?

Quando le stenosi coronariche sono significative, può essere necessario ripristinare un adeguato flusso di sangue al cuore attraverso una procedura di rivascolarizzazione.
Le principali opzioni sono l’angioplastica coronarica con impianto di stent e il bypass coronarico.
L’angioplastica è una procedura percutanea che consente di dilatare il restringimento della coronaria e mantenere aperto il vaso mediante uno stent.
Il bypass coronarico è invece un intervento cardiochirurgico che crea una nuova via di passaggio per il sangue, superando il tratto di coronaria ostruito o gravemente ristretto.
La scelta tra angioplastica e bypass non dipende solo dalla presenza di una stenosi, ma da diversi fattori: numero di coronarie coinvolte, sede delle lesioni, complessità anatomica, presenza di diabete, funzione del ventricolo sinistro, età, condizioni generali e preferenze del paziente dopo adeguata informazione.
Nei casi più complessi, la decisione viene spesso condivisa all’interno di un Heart Team, con cardiologi clinici, cardiologi interventisti e cardiochirurghi.

 

 

Il bypass coronarico

Il bypass coronarico può essere indicato quando la malattia coronarica interessa più vasi, quando sono presenti lesioni complesse, quando è coinvolto il tronco comune della coronaria sinistra o quando l’anatomia coronarica rende meno favorevole un trattamento con angioplastica.
In alcuni pazienti, come quelli con diabete o malattia coronarica estesa, il bypass può offrire un vantaggio in termini di completezza della rivascolarizzazione e durata del risultato.
L’intervento utilizza condotti arteriosi o venosi per creare nuovi collegamenti tra l’aorta o altre arterie e le coronarie a valle delle ostruzioni.
La scelta dei condotti e della tecnica chirurgica viene personalizzata in base all’anatomia coronarica, all’età del paziente, alla qualità dei vasi e alle condizioni cliniche generali.
L’obiettivo del bypass è migliorare l’apporto di sangue al muscolo cardiaco, ridurre i sintomi e, nei casi appropriati, migliorare la prognosi del paziente.

 

 

La visita cardiochirurgica

La visita cardiochirurgica per malattia coronarica ha l’obiettivo di interpretare il quadro clinico del paziente e valutare se esista un’indicazione al bypass coronarico.
Durante la valutazione vengono analizzati gli esami disponibili, in particolare coronarografia, ecocardiogramma, eventuali test ischemici, TAC coronarica o altri accertamenti cardiologici.
Gli elementi principali da considerare sono il numero di coronarie coinvolte, la sede delle stenosi, la funzione del ventricolo sinistro, la presenza di diabete, eventuali valvulopatie associate, l’età del paziente, le condizioni generali e il rischio operatorio.
La valutazione cardiochirurgica consente inoltre di discutere benefici, rischi e alternative terapeutiche, inclusa la possibilità di terapia medica, angioplastica o bypass coronarico.
L’obiettivo è individuare il trattamento più appropriato per il singolo paziente, evitando decisioni standardizzate e basandosi su una valutazione completa.

 

L' Heart Team

Nei pazienti con malattia coronarica complessa, la scelta del trattamento può richiedere una valutazione multidisciplinare.
L’Heart Team riunisce cardiologi clinici, cardiologi interventisti e cardiochirurghi, con l’obiettivo di confrontare le diverse opzioni terapeutiche disponibili.
Questo approccio è particolarmente importante nei pazienti con malattia multivasale, coinvolgimento del tronco comune, diabete, ridotta funzione cardiaca o presenza di altre patologie cardiache associate.
Il confronto multidisciplinare permette di valutare se il paziente possa beneficiare maggiormente della terapia medica, dell’angioplastica coronarica o del bypass coronarico.
La decisione finale deve tenere conto non solo dell’anatomia coronarica, ma anche delle condizioni cliniche, del rischio operatorio e degli obiettivi di cura del paziente.

 

FAQ sulla malattia coronarica

La malattia coronarica dà sempre sintomi?

No. La malattia coronarica può rimanere a lungo senza sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali o quando le ostruzioni progrediscono lentamente. In altri casi può manifestarsi con angina, affanno, ridotta tolleranza allo sforzo, palpitazioni o sintomi meno tipici, soprattutto in pazienti diabetici, anziani o donne.

 

Che cos’è l’angina pectoris?

L’angina pectoris è un dolore, peso o senso di costrizione al torace causato da un insufficiente apporto di sangue al muscolo cardiaco. Può comparire durante uno sforzo, una situazione di stress o, nelle forme più avanzate, anche a riposo. Il dolore può irradiarsi al braccio sinistro, al collo, alla mandibola, alla schiena o allo stomaco.

 

Che differenza c’è tra angina e infarto?

L’angina è spesso legata a una riduzione del flusso di sangue al cuore, ma senza danno permanente del muscolo cardiaco se il flusso rimane sufficiente o viene ripristinato. L’infarto miocardico si verifica invece quando il flusso in una coronaria si interrompe improvvisamente, causando un danno al muscolo cardiaco. In caso di dolore toracico intenso e improvviso è necessario rivolgersi subito al Pronto Soccorso.

 

La malattia coronarica deve sempre essere trattata con angioplastica o bypass?

No. In molti pazienti, soprattutto nelle forme stabili, la terapia medica e il controllo dei fattori di rischio rappresentano una parte fondamentale del trattamento. Angioplastica o bypass coronarico vengono considerati quando le stenosi sono significative, quando i sintomi persistono nonostante la terapia, oppure quando l’anatomia coronarica e il rischio individuale indicano un beneficio dalla rivascolarizzazione.

 

Quando è indicato il bypass coronarico?

Il bypass coronarico può essere indicato in presenza di malattia coronarica multivasale, lesioni complesse, coinvolgimento del tronco comune della coronaria sinistra, diabete, ridotta funzione ventricolare o anatomia non favorevole a un trattamento con angioplastica. La decisione deve sempre essere personalizzata, integrando coronarografia, funzione cardiaca, condizioni cliniche generali e valutazione multidisciplinare.

 

Che differenza c’è tra angioplastica e bypass coronarico?

L’angioplastica è una procedura percutanea che dilata il restringimento della coronaria e mantiene aperto il vaso mediante uno stent. Il bypass coronarico è un intervento chirurgico che crea una nuova via di passaggio per il sangue, superando il tratto di coronaria ostruito o gravemente ristretto.

 

Quali esami servono per valutare le coronarie?

Gli esami possono includere elettrocardiogramma, test da sforzo, ecocardiogramma da stress, TAC coronarica, risonanza magnetica cardiaca da stress, scintigrafia miocardica o coronarografia. La scelta dipende dai sintomi, dal rischio cardiovascolare, dagli esami già disponibili e dal sospetto clinico.

 

Quando bisogna rivolgersi urgentemente al Pronto Soccorso?

In caso di dolore toracico improvviso, intenso o persistente, soprattutto se associato a sudorazione, mancanza di respiro, nausea, svenimento, marcata debolezza o malessere importante, è necessario rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso o chiamare il 112.

 

Valutazione cardiochirurgica per malattia coronarica

La valutazione cardiochirurgica consente di interpretare gli esami disponibili, definire la gravità della malattia coronarica e stabilire se sia indicata terapia medica, angioplastica, bypass coronarico o una discussione multidisciplinare in Heart Team.