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Il percorso cardiochirurgico 

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Valvola aortica

La chirurgia della valvola aortica comprende diverse tecniche utilizzate per trattare la stenosi aortica e l’insufficienza aortica quando la malattia valvolare diventa significativa.
L’intervento può consistere nella sostituzione della valvola con una protesi biologica o meccanica, nella riparazione della valvola nativa oppure, in pazienti selezionati, in una procedura ricostruttiva come la tecnica Ozaki.
La scelta del trattamento non è uguale per tutti i pazienti. Dipende dal tipo di malattia valvolare, dall’età, dall’anatomia della valvola, dalla presenza di aneurisma dell’aorta, dal rischio operatorio, dalle condizioni cliniche generali e dalle preferenze del paziente dopo adeguata informazione.
 

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DR. FABRIZIO CORTI

CARDIOCHIRURGO

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Una valutazione cardiochirurgica consente di interpretare gli esami disponibili e definire la strategia più appropriata: chirurgia tradizionale, approccio mini-invasivo, riparazione, sostituzione valvolare, tecnica Ozaki o valutazione multidisciplinare in Heart Team.

Sir Astley Paston Cooper

 

“È dovere del chirurgo confortare il paziente, generare allegrezza e infondere fiducia nel recupero.”

Quando è indicato intervenire sulla valvola aortica
 

L’intervento sulla valvola aortica può essere indicato quando la stenosi aortica o l’insufficienza aortica diventano severe e provocano sintomi, oppure quando iniziano a determinare modifiche significative del cuore.
Nella stenosi aortica severa, sintomi come affanno, dolore toracico, svenimento o ridotta tolleranza allo sforzo rappresentano segnali importanti e richiedono una valutazione specialistica tempestiva.
Nell’insufficienza aortica, invece, il cuore può compensare per molto tempo il reflusso di sangue. Per questo motivo non si valutano solo i sintomi, ma anche la funzione e le dimensioni del ventricolo sinistro.
L’intervento può essere indicato anche quando la malattia valvolare è associata ad altre condizioni, come aneurisma dell’aorta ascendente, valvola aortica bicuspide, malattia coronarica o necessità di un altro intervento cardiochirurgico.
L’obiettivo è individuare il momento più appropriato per intervenire, evitando sia trattamenti troppo precoci sia ritardi che potrebbero compromettere la funzione del cuore.

Le principali opzioni chirurgiche 

Le principali opzioni per il trattamento della valvola aortica sono la sostituzione valvolare, la riparazione della valvola nativa e la ricostruzione con tecnica Ozaki.
La sostituzione valvolare aortica prevede la rimozione della valvola danneggiata e l’impianto di una protesi biologica o meccanica.
La riparazione della valvola aortica può essere considerata in alcuni casi di insufficienza aortica, soprattutto quando l’anatomia della valvola e della radice aortica lo consente.
La tecnica Ozaki è una procedura ricostruttiva che utilizza il pericardio del paziente per creare nuovi lembi valvolari personalizzati.
In pazienti selezionati, alcune di queste procedure possono essere eseguite con approccio mini-invasivo. In altri casi, soprattutto in presenza di condizioni cliniche specifiche o rischio chirurgico elevato, può essere valutata una procedura transcatetere come la TAVI.

La sostituzione della valvola aortica 

La sostituzione della valvola aortica è uno degli interventi più utilizzati nel trattamento della stenosi aortica severa e di alcune forme di insufficienza aortica.
Durante l’intervento, la valvola malata viene rimossa e sostituita con una protesi valvolare. La protesi può essere biologica o meccanica.
La scelta tra protesi biologica e protesi meccanica dipende da diversi fattori: età del paziente, stile di vita, necessità di terapia anticoagulante, aspettativa di durata della protesi, presenza di altre patologie e preferenze del paziente dopo adeguata informazione.
L’intervento può essere eseguito attraverso sternotomia tradizionale, mini-sternotomia o mini-toracotomia, in base all’anatomia, al tipo di procedura necessaria e alle condizioni cliniche del paziente.

Protesi meccanica o biologica: le differenze

Le protesi meccaniche sono valvole artificiali realizzate con materiali molto resistenti. Hanno generalmente una lunga durata nel tempo, ma richiedono una terapia anticoagulante orale permanente.
Le protesi biologiche sono realizzate con tessuti di origine animale o umana. In genere non richiedono anticoagulazione permanente come le protesi meccaniche, ma possono andare incontro a degenerazione nel corso degli anni.
La scelta non dipende solo dall’età. Devono essere considerati anche stile di vita, rischio emorragico, possibilità di assumere anticoagulanti, aspettative del paziente, eventuali future procedure e caratteristiche cliniche generali.
Per questo motivo la decisione viene sempre personalizzata e condivisa con il paziente.

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Chirurgia mini-invasiva della valvola aortica

In pazienti selezionati, l’intervento sulla valvola aortica può essere eseguito con approccio mini-invasivo.
La chirurgia mini-invasiva utilizza incisioni più piccole rispetto alla sternotomia tradizionale, come una mini-sternotomia o una mini-toracotomia, con l’obiettivo di ridurre l’impatto chirurgico e favorire un recupero più rapido.
La scelta dell’accesso dipende dall’anatomia del paziente, dal tipo di intervento necessario, dalla presenza di patologie associate dell’aorta, da eventuali precedenti interventi e dalle condizioni cliniche generali.
La priorità non è ridurre l’incisione a ogni costo, ma garantire la sicurezza dell’intervento e la qualità del risultato chirurgico.

Riparazione della valvola aortica

In alcuni pazienti selezionati, soprattutto in presenza di insufficienza aortica, può essere possibile riparare la valvola aortica invece di sostituirla.
La riparazione della valvola aortica ha l’obiettivo di conservare la valvola nativa del paziente, correggendo il meccanismo che impedisce una chiusura efficace dei lembi valvolari.
Questa possibilità dipende da diversi fattori: anatomia della valvola, qualità dei lembi, presenza di calcificazioni, dimensioni della radice aortica, eventuale dilatazione dell’aorta ascendente e meccanismo dell’insufficienza.
La riparazione può essere considerata quando è possibile ottenere un risultato stabile e duraturo. In altri casi, la sostituzione valvolare o una tecnica ricostruttiva diversa possono rappresentare opzioni più appropriate.
La decisione viene sempre personalizzata sulla base degli esami preoperatori e delle caratteristiche del singolo paziente.

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Intervento di David e chirurgia della radice aortica

In alcuni pazienti selezionati, soprattutto in presenza di insufficienza aortica, può essere possibile riparare la valvola aortica invece di sostituirla.
La riparazione della valvola aortica ha l’obiettivo di conservare la valvola nativa del paziente, correggendo il meccanismo che impedisce una chiusura efficace dei lembi valvolari.
Questa possibilità dipende da diversi fattori: anatomia della valvola, qualità dei lembi, presenza di calcificazioni, dimensioni della radice aortica, eventuale dilatazione dell’aorta ascendente e meccanismo dell’insufficienza.
La riparazione può essere considerata quando è possibile ottenere un risultato stabile e duraturo. In altri casi, la sostituzione valvolare o una tecnica ricostruttiva diversa possono rappresentare opzioni più appropriate.
La decisione viene sempre personalizzata sulla base degli esami preoperatori e delle caratteristiche del singolo paziente.

La tecnica di Ozaki

La tecnica Ozaki è una procedura ricostruttiva della valvola aortica che utilizza il pericardio del paziente per creare nuovi lembi valvolari.
A differenza della sostituzione tradizionale con protesi biologica o meccanica, questa tecnica consente di realizzare una neo-valvola aortica personalizzata sull’anatomia del paziente.
Può essere considerata in pazienti selezionati con stenosi aortica, insufficienza aortica o valvola aortica bicuspide, quando l’anatomia e la qualità dei tessuti lo consentono.
Uno dei possibili vantaggi è evitare l’impianto di una protesi valvolare convenzionale e, in molti casi, la terapia anticoagulante permanente richiesta dalle protesi meccaniche.
L’indicazione alla tecnica Ozaki deve essere valutata caso per caso, considerando età, tipo di malattia valvolare, anatomia della valvola, presenza di calcificazioni, eventuale dilatazione dell’aorta e condizioni generali del paziente.

La TAVI quando va considerata

La TAVI è una procedura transcatetere che consente di impiantare una valvola aortica biologica senza ricorrere alla chirurgia tradizionale a cuore aperto.
Viene utilizzata soprattutto nel trattamento della stenosi aortica severa, in particolare in pazienti selezionati in base all’età, al rischio operatorio, all’anatomia valvolare e alle condizioni cliniche generali.
La TAVI non sostituisce automaticamente la chirurgia della valvola aortica. La scelta tra chirurgia tradizionale, chirurgia mini-invasiva, tecnica Ozaki, sostituzione valvolare o TAVI deve essere personalizzata.
In alcuni pazienti la chirurgia può essere più appropriata, soprattutto quando sono presenti patologie associate come aneurisma dell’aorta, malattia coronarica da trattare chirurgicamente o anatomie non favorevoli a una procedura transcatetere.
La decisione viene spesso discussa all’interno dell’Heart Team, che valuta benefici, rischi e opzioni disponibili per il singolo paziente.

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L' Heart Team

La scelta del trattamento più appropriato per la valvola aortica può richiedere una valutazione multidisciplinare.
L’Heart Team riunisce cardiochirurghi, cardiologi clinici, cardiologi interventisti, ecocardiografisti e anestesisti, con l’obiettivo di valutare le diverse opzioni disponibili.
Questo approccio è particolarmente importante quando sono possibili più strategie terapeutiche, come chirurgia tradizionale, chirurgia mini-invasiva, TAVI, tecnica Ozaki, riparazione valvolare o sostituzione con protesi biologica o meccanica.
Il valore dell’Heart Team è integrare competenze diverse per individuare il trattamento più appropriato, considerando non solo la valvola, ma anche età, rischio operatorio, anatomia, patologie associate, aspettative e obiettivi di cura del paziente.
La decisione finale deve essere personalizzata e condivisa con il paziente dopo adeguata informazione.

Recupero dopo l'intervento sulla valvola aortica

Il recupero dopo un intervento sulla valvola aortica dipende dal tipo di procedura eseguita, dall’età del paziente, dalle condizioni cliniche generali, dalla funzione del cuore e dall’eventuale presenza di interventi associati.
Dopo l’intervento il paziente viene monitorato in ambiente intensivo o sub-intensivo, quindi prosegue il recupero in reparto.
Nei giorni successivi vengono controllati la funzione della valvola, il ritmo cardiaco, la stabilità clinica, la terapia farmacologica e la progressiva ripresa dell’autonomia.
Dopo la dimissione sono necessari controlli cardiologici e cardiochirurgici, con ecocardiogrammi di follow-up per valutare il funzionamento della valvola riparata, ricostruita o sostituita.
Il percorso di recupero viene personalizzato in base al tipo di intervento e alle condizioni del paziente. In molti casi può essere indicato un programma di riabilitazione cardiologica.

FAQ sulla chirurgia della valvola aortica

Quando è necessario operare la valvola aortica?

L’intervento può essere indicato quando la stenosi aortica o l’insufficienza aortica diventano severe, soprattutto se compaiono sintomi o se gli esami mostrano modifiche significative della funzione o delle dimensioni del cuore.
La decisione non dipende da un solo parametro, ma da sintomi, ecocardiogramma, funzione del ventricolo sinistro, eventuale aneurisma dell’aorta, età, rischio operatorio e condizioni generali del paziente.

 

La valvola aortica deve sempre essere sostituita?

No. In molti casi la sostituzione valvolare rappresenta il trattamento più appropriato, ma non è l’unica possibilità.
In pazienti selezionati può essere valutata una riparazione della valvola aortica, una procedura di risparmio valvolare della radice aortica oppure una ricostruzione con tecnica Ozaki.
La scelta dipende dall’anatomia della valvola, dal tipo di malattia, dalla presenza di calcificazioni, dall’eventuale dilatazione dell’aorta e dalle condizioni cliniche del paziente.

 

Meglio una protesi meccanica o biologica?

Non esiste una protesi migliore per tutti i pazienti.
Le protesi meccaniche hanno generalmente una lunga durata, ma richiedono terapia anticoagulante permanente.
Le protesi biologiche di solito non richiedono anticoagulazione permanente come le meccaniche, ma possono andare incontro a degenerazione nel tempo.
La scelta deve essere personalizzata considerando età, stile di vita, rischio emorragico, possibilità di assumere anticoagulanti, aspettative del paziente e condizioni cliniche generali.

 

Che cos’è la tecnica Ozaki?

La tecnica Ozaki è una procedura ricostruttiva della valvola aortica che utilizza il pericardio del paziente per creare nuovi lembi valvolari.
L’obiettivo è ottenere una neo-valvola personalizzata sull’anatomia del paziente, evitando l’impianto di una protesi valvolare convenzionale.
Può essere considerata in pazienti selezionati con stenosi aortica, insufficienza aortica o valvola aortica bicuspide.

 

La chirurgia mini-invasiva della valvola aortica è sempre possibile?

No. La chirurgia mini-invasiva può essere indicata in pazienti selezionati, ma non è adatta a tutti.
La possibilità di utilizzare un approccio mini-invasivo dipende dall’anatomia del paziente, dal tipo di intervento necessario, dalla presenza di aneurisma dell’aorta, da eventuali procedure associate e dalle condizioni cliniche generali.
La priorità resta sempre la sicurezza dell’intervento e la qualità del risultato.

 

Che differenza c’è tra chirurgia e TAVI?

La chirurgia della valvola aortica prevede un intervento cardiochirurgico, con riparazione, sostituzione o ricostruzione della valvola.
La TAVI è una procedura transcatetere che consente di impiantare una valvola biologica senza chirurgia tradizionale a cuore aperto.
La scelta tra chirurgia e TAVI dipende da età, rischio operatorio, anatomia, tipo di valvulopatia, presenza di patologie associate e valutazione dell’Heart Team.

 

Se c’è anche un aneurisma dell’aorta, cosa cambia?

Quando la malattia della valvola aortica è associata a dilatazione dell’aorta ascendente o aneurisma dell’aorta, la valutazione deve considerare entrambe le condizioni.
In alcuni casi può essere necessario trattare nello stesso intervento sia la valvola aortica sia il tratto di aorta dilatato.
La strategia dipende dal diametro dell’aorta, dalla sede della dilatazione, dalla funzione della valvola, dalla presenza di valvola bicuspide e dalle condizioni generali del paziente.

 

Dopo l’intervento sono necessari controlli?

Sì. Dopo un intervento sulla valvola aortica sono necessari controlli periodici cardiologici e cardiochirurgici.
Gli ecocardiogrammi di follow-up permettono di valutare nel tempo il funzionamento della valvola riparata, ricostruita o sostituita.
La frequenza dei controlli dipende dal tipo di intervento eseguito, dalla protesi o tecnica utilizzata e dalle condizioni cliniche del paziente